Scialocco

May 3, 2010

When We Was Banksy

Filed under: Poetic Justice,scene di vita quotidiana — Shylock @ 9:50 PM
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Ora, dovete sapere che io
sono un ragazzo di campagna, nato
quando non ti portavano col SUV
fin sulla porta. A scuola, per esempio,
ci andavo a piedi, un chilometro e passa:
per questo ho sempre avuto gambe buone.
Non solo, ma dovevo accompagnare
un bambino più piccolo di un anno,
che già per questo odiavo e non capivo
perché la strada non se la facesse
da solo, ché simpatico non era
e sveglio poi, a vederlo, ancora meno.
Parlava poco e questo era un vantaggio
perché già allora mi piaceva assai
camminare pensando ai cazzi miei.

Non ho pensato più a lui per decenni e
probabilmente avrei continuato
senza problemi; ma ieri, leggendo
del professore inglese di storia
che si è fatto beccare su Amazòn
a scriver recensioni negative
sui suoi colleghi ed a lodare i propri
libri, smentendo prima per poi dar
la colpa alla moglie, per poi infine
cedere e confessare il tutto quando
non poteva negare l’evidenza,
mi son chiesto com’abbia mai potuto
– no, non essere tanto meschinello,
ché la conosco, la natura umana  –
ma pensar di potere farla franca
usando il nome suo e del suo college.

Soltanto allora mi son ricordato
di quel bambino e di come un bel giorno
gli venne la geniale idea di prendere
un pennello e inventarsi graffitaro
ante litteram, quando ancora Banksy
non si sapeva nemmeno chi fosse:
prese di mira il muro di una casa
a pochi metri dalla sua (e dalla
mia) e ci scrisse bello in grande il suo
nome e cognome, poi s’allontanò
d’un passo a rimirare soddisfatto
la sua creazione, infine se ne andò.

L’indomani al ritorno dalla scuola,
scorgendo già dietro l’ultima curva
piantato a gambe larghe il contadino,
un uomo mite e taciturno, sempre
col cappello calcato bene in testa,
braccia conserte, senz’alcuna fretta,
tanto di là bisognava passare,
volendo evitare ogni rogna
in silenzio passai dall’altro lato
della stradina; ormai ero arrivato,
ma prima di rientrare nell’ostello
paterno mi fermai a goder la scena
che verde mia perfidia pregustava:

con un sol gesto lo fermò
per un orecchio l’afferrò
poi spugna e secchio gl’indicò
e l’altro, muto, cancellò
quello che prima graffitò;
nessuno, credo, protestò.

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